Come capire quale asciugatrice fa per te
Quattro domande bastano per restringere la scelta: quante persone ci sono in casa, quante volte alla settimana userai l'asciugatrice, dove la metterai e se vicino c'è uno scarico. La prima decide la capacità, la seconda quanto conviene spendere per consumare meno, la terza le misure e la rumorosità, la quarta se ti serve il tubo di scarico o basta il serbatoio.
Pompa di calore, condensazione o evacuazione
Oggi conviene quasi sempre un'asciugatrice a pompa di calore: è il tipo che consuma meno e l'unico che si trova in vendita a grandezza piena su Amazon.it, mentre quelle a condensazione con resistenza e a evacuazione sono quasi scomparse dai cataloghi. Tutte asciugano con aria calda che passa nel cestello, ma cambiano il modo di scaldarla e di togliere l'umidità.
L'asciugatrice a evacuazione scalda l'aria con una resistenza e manda fuori quella umida con un tubo, verso una finestra o un foro nel muro: il regolamento europeo 2023/2533 usa come riferimento un consumo di 2,58 kWh per ciclo per una 7 kg di questo tipo, e nei cataloghi italiani di Candy, Hoover, Beko, Whirlpool, Indesit, Electrolux e Bosch non ne ho trovate. L'asciugatrice a condensazione tradizionale usa ancora la resistenza ma raccoglie l'acqua in un serbatoio: secondo i dati della Commissione europea riportati da LG consuma in media circa 2,7 kWh per ciclo, e fra i grandi marchi la tiene a catalogo solo Candy, con due modelli in classe G.
L'asciugatrice a pompa di calore è anch'essa a condensazione, ma scalda e raffredda l'aria con un circuito simile a quello di un frigorifero, con il gas R290 in tutti i modelli della guida, e consuma in media circa 1 kWh per ciclo. I compromessi sono un prezzo d'acquisto più alto e programmi più lunghi: il programma Eco a pieno carico va dai 190 minuti della Hotpoint HPT 95D BS IT ai 270 della Whirlpool C WD 96M WBS IT. Funziona inoltre in un locale fra 5 e 35 °C, come indicano i manuali di Whirlpool, Hotpoint ed Electrolux: in un garage non riscaldato d'inverno asciuga male o non parte.
Capacità in base alla famiglia
Per una famiglia di tre o quattro persone la capacità giusta è 9 kg, per una o due persone bastano 7-8 kg e da cinque persone in su, o con molto bucato, conviene salire a 10 kg. Anche Altroconsumo indica la 9 kg come la misura adatta a una famiglia media, che resta efficiente anche senza riempire sempre il cestello, e le capacità fra 8 e 9 kg sono le più diffuse. La capacità indicata è il peso massimo dei capi asciutti, quindi un bucato appena lavato pesa di più di quanto dice l'etichetta: se la lavatrice è più grande dell'asciugatrice, un carico pieno va diviso in due.
Nella guida sono da 7 kg la Candy CRO4 H7A2TE-S, da 8 kg la Electrolux EW7HBG28A e la Indesit C YD 83D WW IT, da 9 kg la Whirlpool C WD 96M WBS IT, la Hotpoint HPT 95D BS IT e la Bosch WRB247C0IT e da 10 kg la Electrolux EW7H4E10BY, che ha le stesse misure di una 9 kg. Chi lava spesso piumoni matrimoniali e coperte trova un modello da 16 kg nella guida alle migliori asciugatrici, che però richiede una lavanderia.
Consumi e costo per ciclo
Il costo di un'asciugatura si calcola moltiplicando il consumo per ciclo dell'etichetta per il prezzo dell'energia: con i 43,43 centesimi al kWh del prezzo di riferimento ARERA per il quarto trimestre 2026, un'asciugatrice in classe A da 79 kWh ogni 100 asciugature costa circa 34 centesimi ad asciugatura, una in classe D da 119 kWh circa 52. Dal 2025 l'etichetta energetica delle asciugatrici ha la scala dalla A alla G e indica i kWh ogni 100 asciugature del programma Eco, come media fra pieno carico e mezzo carico.
Fra i modelli della guida si va dai 32 centesimi della Electrolux EW7HBG28A ai 34 della Whirlpool C WD 96M WBS IT e della Bosch WRB247C0IT, ai 40 della Hotpoint HPT 95D BS IT, ai 43 della Electrolux EW7H4E10BY, ai 49 della Candy CRO4 H7A2TE-S e ai 52 della Indesit C YD 83D WW IT. I programmi rapidi e quelli ad alta temperatura consumano più del programma Eco, mentre chi ha un contratto con un prezzo al kWh più basso spende in proporzione meno.
Quanto conti la classe energetica dipende da quante volte si usa l'asciugatrice. Con un'asciugatura al giorno, una classe A da 79 kWh costa circa 125 euro all'anno e una classe D da 119 kWh circa 189: in pochi anni la differenza ripaga un modello più efficiente. Con un'asciugatura alla settimana si passa invece da circa 18 a circa 27 euro all'anno, e conviene guardare soprattutto il prezzo d'acquisto.
Spazio disponibile e installazione
Un'asciugatrice standard misura circa 85 cm di altezza, 60 di larghezza e da 60 a 69 di profondità: prima di sceglierla misura il vano, lasciando spazio per il tubo e per aprire l'oblò, e se è profondo meno di 60 cm serve un modello slim. Nella guida la Whirlpool C WD 96M WBS IT è profonda 67,4 cm, la Hotpoint HPT 95D BS IT 67,2, la Electrolux EW7HBG28A 63,6, la Bosch WRB247C0IT 62,7, la Indesit C YD 83D WW IT 55 e la Candy CRO4 H7A2TE-S 48 cm con l'oblò; altri modelli poco profondi sono nella guida alle asciugatrici slim.
Per risparmiare spazio l'asciugatrice si può mettere in colonna sopra una lavatrice della stessa larghezza, sempre con il kit di colonna previsto dal produttore: Whirlpool lo indica come obbligatorio, Electrolux lo vende come accessorio e Candy indica la CRO4 H7A2TE-S fra le slim da mettere sopra una lavatrice da 40 cm. Se non c'è spazio per due apparecchi, l'alternativa è una delle migliori lavasciuga, che però asciuga meno bucato per volta.
Conta anche dove andrà: vicino alle camere o in un appartamento piccolo pesa la rumorosità, che va dai 57 dB della Bosch ai 67 della Candy. Il locale deve essere aerato, perché una piccola parte dell'umidità non viene condensata, e se la porta deve aprirsi dall'altro lato la Electrolux EW7HBG28A ha la porta invertibile.
Come abbiamo valutato le asciugatrici
Sono partito dalle domande di chi deve ancora decidere, cioè persone in casa, frequenza d'uso, spazio e posizione, e per ognuna ho cercato l'asciugatrice più adatta fra quelle in vendita. Ho incrociato le ricerche su Amazon.it per capacità e tipo con il registro europeo EPREL, che contiene oltre 6.000 asciugatrici con la nuova etichetta, e ho controllato le novità del 2026 nei cataloghi italiani dei produttori. I modelli senza un'offerta acquistabile sulla pagina del codice esatto, come le nuove Candy e Hoover da 9 kg in classe A, la Hoover H3WS 7N3BXH-S da 53 cm, le Miele T2 e le AEG ed Electrolux da 10 kg in classe A, sono rimasti fuori.
Criteri e punteggi
Non assegno punteggi numerici: per ogni situazione scelgo l'asciugatrice che, con la capacità adatta, ha il costo complessivo più basso fra prezzo d'acquisto e consumi, poi confronto rumorosità, classe di condensazione, durata del programma Eco, misure e dotazione. L'ordine della classifica va dalle situazioni più comuni, le famiglie di tre o quattro persone, a quelle più specifiche, come i vani stretti e le asciugatrici da tenere vicino alle camere.
A parità di dati ho preferito il modello più recente o con l'offerta migliore: la Beko BT96DBS ha la stessa etichetta della Whirlpool C WD 96M WBS IT ma è registrata dal 2022, mentre la Samsung DV90F09F4S/U3, con la stessa classe A, costava molto di più. Per l'uso occasionale ho scelto la Indesit C YD 83D WW IT invece di una classe C da 8 kg come la Whirlpool C WD R48M WBS IT, che consuma meno ma costava circa 140 euro in più: con un'asciugatura alla settimana servirebbero decenni per recuperare la differenza.
Fonti e dati tecnici
Classe energetica, consumo, capacità, condensazione, rumorosità, durata del programma Eco e data di prima immissione sul mercato europeo provengono dal registro europeo EPREL, dove i produttori depositano le schede dell'etichetta energetica. Misure, programmi, Wi-Fi, accessori per lo scarico e la colonna e temperatura di funzionamento provengono dalle schede ufficiali italiane dei produttori e dai manuali d'uso, collegati in ogni scheda prodotto.
Il costo per asciugatura usa il prezzo di riferimento ARERA per il cliente tipo dal 1° ottobre 2026, comunicato il 29 settembre 2026; i consumi medi delle tecnologie vengono dai dati della Commissione europea riportati da LG e dal regolamento europeo 2023/2533. Sono dati dichiarati, non misure fatte da me. Le offerte su Amazon.it sono state verificate sulla pagina del codice esatto il 26 ottobre 2026.
Domande frequenti
Meglio un'asciugatrice a pompa di calore o a condensazione?
Meglio un'asciugatrice a pompa di calore: anche lei raccoglie l'umidità come acqua, ma scalda l'aria con un circuito simile a quello di un frigorifero invece che con una resistenza e consuma in media circa 1 kWh per ciclo, contro circa 2,7 kWh di un'asciugatrice a condensazione tradizionale. Con il prezzo di riferimento ARERA sono circa 43 centesimi contro 1,17 euro per asciugatura.
L'asciugatrice a condensazione tradizionale costa meno all'acquisto e asciuga più in fretta, ma oggi è quasi introvabile: su Amazon.it non ho trovato modelli a grandezza piena e fra i grandi marchi ne ha a catalogo solo Candy, in classe G. Tutte e sette le asciugatrici della guida sono a pompa di calore.
Quanti kg servono per una famiglia di quattro persone?
Per una famiglia di quattro persone servono 9 kg, la capacità che anche Altroconsumo indica per una famiglia media. Con molti asciugamani e lenzuola o con una lavatrice da 10 kg conviene una 10 kg, come la Electrolux EW7H4E10BY, che ha le stesse misure di una 9 kg.
Una 8 kg basta se si fanno lavaggi più piccoli e frequenti, perché la capacità dichiarata vale per il cotone e con i sintetici il carico massimo è molto più basso; in questa guida la scelta per tre o quattro persone è la Whirlpool C WD 96M WBS IT da 9 kg, in classe A.
Quanto costa usare l'asciugatrice ogni giorno?
Usare ogni giorno un'asciugatrice a pompa di calore da 9 kg in classe A costa circa 125 euro all'anno di energia, cioè circa 34 centesimi per asciugatura con il prezzo di riferimento ARERA del quarto trimestre 2026. Con una classe D da 119 kWh ogni 100 asciugature si arriva a circa 189 euro, con una vecchia asciugatrice a resistenza da 2,7 kWh per ciclo a oltre 400.
Il valore è una media fra pieno carico e mezzo carico del programma Eco: un pieno carico consuma di più, un mezzo carico meno. Chi asciuga ogni giorno recupera in fretta la spesa per un modello efficiente, come la Hotpoint HPT 95D BS IT in classe B o la Whirlpool C WD 96M WBS IT in classe A.
L'asciugatrice va collegata allo scarico?
No, un'asciugatrice a pompa di calore non va per forza collegata allo scarico: l'acqua tolta ai capi si raccoglie in un serbatoio da svuotare dopo ogni asciugatura, e il tubo di scarico serve solo a non doverlo svuotare. Il tubo si collega allo scarico del lavandino o della lavatrice ed è incluso con la Whirlpool C WD 96M WBS IT, la Hotpoint HPT 95D BS IT, la Electrolux EW7H4E10BY e la Bosch WRB247C0IT, mentre per la Electrolux EW7HBG28A è un accessorio a parte.
Diverso è il caso delle asciugatrici a evacuazione, che non hanno serbatoio e devono mandare l'aria umida all'esterno con un tubo verso una finestra o un foro nel muro.