Come scegliere un TV da 43 pollici
Per scegliere conviene partire dal pannello, che decide contrasto, colori e prezzo, e dalla frequenza di aggiornamento se si gioca; poi contano i formati HDR, il sistema operativo, le porte e lo spazio sul mobile.
Pannello LED, QLED, Mini LED o OLED
Nei 43 pollici convivono quattro tipi di pannello: il LED tradizionale, il QLED con i quantum dot, il Mini LED con migliaia di piccoli LED che si accendono per zone e l'OLED, che però si ferma al formato da 42 pollici. Il LED tradizionale, come quello del Sony BRAVIA 2 II, ha una retroilluminazione diretta dietro un pannello LCD: costa meno, ma il nero tende al grigio nelle stanze buie.
Il QLED aggiunge uno strato di quantum dot che rende i colori più saturi e luminosi, ed è il pannello di Hisense 43E7S PRO, Hisense 43A7S, Philips 43PQS8501 e Samsung The Frame Essential. Il Mini LED, sul Samsung Neo QLED QN70H e sull'LG QNED70B, usa LED molto più piccoli e numerosi, che il televisore spegne o abbassa nelle zone scure dell'immagine: il contrasto migliora, soprattutto con film e serie al buio. L'OLED non ha retroilluminazione, perché ogni pixel produce la propria luce e si spegne del tutto sul nero: è il pannello del Samsung OLED S90H, che Samsung produce in 42 pollici ma non in 43, come gli altri marchi.
Risoluzione 4K, HDR e luminosità
Tutti i televisori della guida sono 4K, con 3.840 × 2.160 pixel, e leggono l'HDR10 e l'HLG; la differenza la fanno i formati HDR dinamici, Dolby Vision e HDR10+, che regolano l'immagine scena per scena. Nei 43 pollici i produttori ne tolgono spesso uno, o tutti e due, rispetto ai formati più grandi della stessa serie.
Gli Hisense 43E7S PRO e 43A7S leggono sia il Dolby Vision IQ sia l'HDR10+ Adaptive, che adattano l'immagine anche alla luce della stanza. Samsung non supporta il Dolby Vision su nessun televisore e punta sull'HDR10+, presente su S90H, QN70H e The Frame Essential, come sul Philips 43PQS8501. L'LG QNED70B e il Sony BRAVIA 2 II, nel formato da 43 pollici, si fermano all'HDR10 e all'HLG. Per la luminosità i produttori non dichiarano valori confrontabili sui 43 pollici: la differenza si vede soprattutto fra il LED tradizionale e i pannelli con quantum dot o Mini LED, più luminosi nelle scene HDR.
Sistema operativo e app: Google TV, Tizen e webOS
Il sistema operativo decide le app disponibili, la ricerca dei contenuti e la trasmissione dallo smartphone: Google TV ha il catalogo più ampio, Tizen di Samsung e webOS di LG sono completi e veloci, VIDAA di Hisense e Titan OS di Philips hanno le app principali ma un catalogo più ristretto. Netflix, Prime Video, Disney+, YouTube, RaiPlay e le app dei principali servizi italiani sono presenti su tutti.
Google TV, sul Sony BRAVIA 2 II, raccoglie in una sola schermata film e serie delle app installate e ha il Google Cast integrato per trasmettere da Android. Tizen, su tutti i Samsung della guida, ha gli aggiornamenti promessi da Samsung per sette anni sul QN70H. webOS 26 dell'LG QNED70B ha il telecomando AI Magic Remote, che si muove come un puntatore, e integra sia AirPlay 2 sia Chromecast. Su VIDAA, lo Hisense 43A7S aggiunge AirPlay 2 e la condivisione dello schermo da Android.
Porte HDMI, audio e funzioni per il gaming
Per giocare con PS5, Xbox Series X o un PC servono un pannello a 120 Hz o più e porte HDMI 2.1 con segnali 4K ad alta frequenza, VRR e ALLM: fra i 43 pollici li ha solo lo Hisense 43E7S PRO, a 144 Hz, e fra i 42 pollici il Samsung OLED S90H, fino a 165 Hz con il VRR. Gli altri televisori della guida lavorano a 50 o 60 Hz, sufficienti per film, serie, sport e giochi a 60 fotogrammi al secondo.
Il VRR sincronizza il televisore con i fotogrammi prodotti dalla console ed evita gli strappi dell'immagine; l'ALLM attiva da solo la modalità gioco, con il ritardo più basso, quando si accende la console. Lo Hisense 43E7S PRO dichiara un ritardo di 7 ms o meno con segnale 4K a 120 Hz e gestisce il VRR a 144 Hz su due delle tre HDMI; il Samsung OLED S90H accetta segnali 4K a 165 Hz su tutte e quattro. L'eARC, presente su tutti i televisori della guida, porta l'audio Dolby Atmos alla soundbar, utile perché gli altoparlanti di un 43 pollici vanno dai 2 × 7 W dello Hisense 43A7S ai 20 W della maggior parte dei modelli.
Distanza di visione e misure del mobile
Lo schermo di un 43 pollici in formato 16:9 è largo circa 95 cm e alto circa 54 cm, mentre quello di un 42 pollici è largo circa 93 cm: con la cornice e i piedini servono un mobile largo almeno un metro o un attacco a parete. Il Samsung OLED S90H da 42 pollici è largo 93,4 cm in tutto, poco meno di un 43 pollici LCD.
I piedini di molti televisori sono ai due estremi dello schermo, quindi il mobile deve essere largo quasi quanto il televisore; chi ha un ripiano stretto può scegliere un modello con il piedistallo centrale oppure il montaggio a parete con attacco VESA. Per la distanza, un 4K da 43 pollici si guarda bene da 1,2 a 2 metri circa: da più vicino si apprezzano tutti i dettagli dei contenuti 4K, da più lontano i canali del digitale terrestre, che non sono in 4K, appaiono più nitidi.
Come abbiamo valutato i TV da 43 pollici
Sono partito dai cataloghi italiani 2026 di Samsung, LG, Sony, Philips, Panasonic, Hisense, TCL e Xiaomi, filtrati per i formati da 42 e 43 pollici, e dal registro europeo EPREL, poi ho cercato su Amazon.it l'offerta del modello esatto di ciascun candidato. Ho incluso i 42 pollici OLED, perché sono l'unica alternativa OLED in questo formato.
Criteri e punteggi
Non assegno punteggi numerici: ogni televisore della guida è il migliore per una situazione precisa, scelto confrontando pannello, frequenza di aggiornamento, formati HDR, porte HDMI, sistema operativo, classe energetica e offerta disponibile. Le situazioni sono la migliore immagine possibile, il gioco, il contrasto del Mini LED fra i Samsung, webOS, Ambilight, Google TV e la spesa più bassa con l'HDR dinamico.
Non compaiono gli LG OLED da 42 pollici, il Samsung OLED S90F da 42 pollici, il Samsung Neo QLED QN90F da 43 pollici e il Sony BRAVIA 3 II da 43 pollici, perché non hanno un'offerta della versione italiana su Amazon.it; né il Philips The One 43PQS9001, a 120 Hz, offerto solo da un venditore terzo a un prezzo vicino a quello dell'OLED. Lo Hisense 43E7Q PRO è il predecessore del 43E7S PRO, mentre il TCL 43V6D, il Panasonic TB-43W60 e i Samsung Crystal UHD hanno un pannello LED senza i formati HDR dinamici della scelta qualità-prezzo.
Fonti e dati tecnici
Pannelli, frequenze, formati HDR, porte, sistemi operativi e potenze audio provengono dalle pagine e dalle schede ufficiali di Samsung, Hisense, LG, Philips e Sony; classi energetiche e potenze assorbite dalle schede del registro europeo EPREL, collegate in ogni scheda. La classe energetica del confronto è quella in SDR, cioè con i contenuti normali, la stessa riportata sull'etichetta; con i contenuti HDR il consumo sale e la classe scende.
Domande frequenti
Qual è la distanza giusta da un TV da 43 pollici?
La distanza giusta da un TV 4K da 43 pollici va da 1,2 a 2 metri circa: più vicino si vedono tutti i dettagli dei film e delle serie in 4K, più lontano i canali TV in alta definizione appaiono più puliti. La diagonale di un 43 pollici è di 109 cm, quindi la distanza consigliata corrisponde a circa una volta e mezza o due volte la diagonale.
In camera da letto o in cucina, dove si guarda spesso da 2 metri o più, un 43 pollici resta comodo; in un soggiorno con il divano a 3 metri conviene un formato più grande.
Conviene un TV 4K su uno schermo da 43 pollici?
Sì, conviene: tutti i televisori da 43 pollici delle gamme 2026 che ho considerato per la guida sono 4K, anche quelli meno cari. Su un 43 pollici la differenza fra 4K e Full HD si nota soprattutto da vicino, ad esempio usando il televisore come monitor o guardando da poco più di un metro.
Il 4K porta con sé anche i formati HDR, assenti sui Full HD, e lo streaming in 4K di Netflix, Prime Video, Disney+ e YouTube. I canali del digitale terrestre arrivano in alta definizione e il processore li adatta al pannello, con risultati migliori sui modelli che lo curano di più, come il processore X1 del Sony BRAVIA 2 II.
Meglio un TV da 42 o da 43 pollici?
Un 42 pollici e un 43 pollici occupano quasi lo stesso spazio, con circa 2 cm di differenza in larghezza: la scelta dipende dal pannello, perché il 42 pollici è quasi sempre un OLED, più caro, e il 43 pollici un LCD con retroilluminazione LED, QLED o Mini LED. Il Samsung OLED S90H da 42 pollici costa molto più dei 43 pollici della guida, ma ha il nero assoluto e arriva a 165 Hz.
Chi guarda soprattutto film al buio o gioca e cerca la migliore immagine sceglie il 42 pollici OLED; chi vuole spendere meno o guarda la TV in una stanza luminosa trova nei 43 pollici QLED e Mini LED una luminosità adeguata a un prezzo più basso.
Esistono TV OLED da 43 pollici?
No, i produttori non fanno OLED da 43 pollici: il formato OLED più piccolo dei televisori è il 42 pollici, come il Samsung OLED S90H della guida, mentre LG e Philips producono anch'essi OLED da 42 pollici. Le alternative al 43 pollici con un contrasto migliore del LED tradizionale sono i Mini LED, come il Samsung Neo QLED QN70H e l'LG QNED70B.
Quanto consuma un TV da 43 pollici?
Un TV da 43 pollici consuma da 45 a 52 W con i contenuti normali, secondo le schede EPREL dei modelli della guida, cioè da 45 a 52 kWh ogni 1.000 ore di visione: con quattro ore al giorno sono da 66 a 76 kWh all'anno. Il Samsung Neo QLED QN70H assorbe 45 W, il Sony BRAVIA 2 II 46 W ed è l'unico in classe E; il Samsung OLED S90H, in classe G, ne assorbe 52.
Con i contenuti HDR il consumo sale, perché il pannello lavora più luminoso. Le modalità di risparmio energetico e il sensore di luce ambientale, presenti su molti modelli, abbassano la luminosità e il consumo quando la stanza è buia.
I TV da 43 pollici ricevono il digitale terrestre DVB-T2?
Sì, tutti i televisori della guida hanno il sintonizzatore DVB-T2, oltre al DVB-C via cavo e al DVB-S2 per il satellite. Si possono quindi vedere anche i canali già trasmessi con il nuovo standard, senza decoder esterni.